Come si sceglie

Legno, PVC o alluminio: la domanda giusta non è quale sia il migliore

Ogni produttore risponde col materiale che vende. Qui trovate le tre domande che decidono davvero — dove sta la finestra, che casa è, quanto ci restate — e che cosa considerare prima di rinunciare al legno, che è quello che facciamo noi.
19 Agosto 2026
6 minuti di lettura
Venature del legno di un serramento Cafasso in primo piano

C’è un problema con quasi tutto quello che si legge sul confronto fra legno, PVC e alluminio: lo scrive chi vende uno dei tre. Noi compresi — costruiamo serramenti in legno, e vale la pena saperlo prima di leggere il resto.

Per questo qui non troverete la conclusione che il legno è il migliore. Troverete i criteri per decidere da soli, e che cosa considerare prima di rinunciare al legno.

Perché «qual è il migliore» è la domanda sbagliata

Vent’anni fa il materiale faceva una differenza enorme sulle prestazioni. Oggi molto meno: tutti e tre, costruiti bene, isolano bene. Il valore di trasmittanza di una finestra dipende molto più dal vetro, dal distanziatore, dalle guarnizioni e dalla sezione del profilo che dal materiale con cui il profilo è fatto.

La conseguenza è scomoda per tutti quelli che vendono: un PVC di fascia alta batte tranquillamente un legno fatto male, e viceversa. La distanza fra una finestra buona e una scadente dello stesso materiale è più grande della distanza fra i materiali.

Quindi la scelta del materiale non è una scelta di prestazione. È una scelta di contesto, di aspetto e di orizzonte temporale.

Le tre domande che decidono davvero

1. Dove sta la finestra

Esposizione, clima, quanto sporge il tetto, se siete in montagna, sul lago, vicino al mare. E soprattutto: c’è un vincolo? In centro storico, su un edificio tutelato o in area con vincolo paesaggistico la scelta del materiale spesso non è vostra — il PVC in genere non passa, e il legno è quasi sempre l’unica strada. Ne abbiamo scritto per esteso in che cosa si può cambiare davvero in centro storico.

2. Che casa è

Un edificio d’epoca con sezioni sottili e partiture disegnate chiede un materiale che si possa modellare su misura. Una casa contemporanea con grandi luci chiede rigidità e profili snelli. Un appartamento in condominio chiede di rispettare il decoro della facciata, e quindi di guardare cosa hanno gli altri prima di scegliere il colore.

3. Quanto ci restate

È la domanda che nessuno fa e che cambia tutto. Su un orizzonte di dieci anni, la manutenzione del legno è un costo che pesa e il vantaggio di durata non fa in tempo a manifestarsi. Su un orizzonte di trenta o quaranta il conto si rovescia, perché la finitura di un serramento in legno si rinfresca mentre il serramento resta al suo posto, e piccole manutenzioni distribuite negli anni pesano meno di una sostituzione.

Cosa fa bene ciascuno

Senza tabelle da catalogo, e senza fingere che il nostro non abbia difetti.

PVC. Il miglior rapporto fra prezzo e prestazioni, e nessuna finitura da rifare mai: è la ragione per cui ha conquistato tanto mercato, ed è una ragione seria. In cambio: la gamma di colori tiene meno bene nel tempo sui toni scuri, le grandi luci richiedono rinforzi perché il materiale è meno rigido, i profili sono più massicci a parità di superficie vetrata, e dove c’è tutela in genere non è ammesso.

Alluminio. Il più rigido dei tre: permette sezioni sottili e vetrate grandi che gli altri non reggono, ed è praticamente indistruttibile. In cambio il taglio termico deve essere fatto bene, perché il metallo conduce, e il risultato dipende molto dalla qualità del sistema. Al tatto resta freddo.

Legno. È l’unico ammesso praticamente ovunque, vincoli compresi. Si lavora su misura, quindi si può riprodurre un profilo storico invece di adattarsi a un catalogo. Ha un comportamento naturale nei confronti dell’umidità e una resa al tatto che gli altri due non hanno. In cambio: vuole una finitura che va rinnovata, e la frequenza dipende da dove sta la finestra — ne abbiamo scritto in ogni quanto va rifatto un serramento in legno.

Legno-alluminio. Esiste esattamente per chi ha letto le righe sopra e ha pensato «voglio il legno dentro e niente da fare fuori». Il legno resta all’interno, dove si vede e si tocca; all’esterno una scocca in alluminio prende sole e pioggia al posto suo. Costa più di entrambi presi da soli, ed è la risposta giusta per esposizioni severe e per chi non vuole occuparsene. Da noi è la linea DUAL.

Lavorazione a controllo numerico di un profilo in legno nel laboratorio Cafasso
La venatura non è decorazione: dice come è cresciuto il legno, e quanto lavorerà una volta montato.

Quando il legno non è la scelta giusta… mai!

Il legno è sempre una scelta giusta.

Se non volete occuparvene mai. Non un «preferirei di no»: proprio mai! In realtà difficilmente possiamo pensare di non occuparci del tutto di qualcosa di nostro! Il legno richiede manutenzione nel medio-lungo periodo, ed è proprio questo che lo rende prestante e durevole: il fatto di poterla fare, di poter correggere e ripristinare a nuovo. Su certi materiali la manutenzione non si fa per un certo periodo e poi non si può proprio più fare… e ci teniamo il difetto, il danno. Il legno-alluminio, va detto, è un compromesso onesto.

Se l’immobile lo affittate o pensate di rivenderlo a breve. Il vantaggio del legno si incassa sui decenni. Su cinque anni pagate il di più e non vedete il ritorno… anche se non investirete nel valore dell’immobile, spenderete meno (forse).

Se l’esposizione è durissima e non c’è nessun riparo. Facciata a sud senza gronda, in quota, con colore scuro: si può fare, ma gli intervalli di manutenzione si accorciano parecchio. Lì il legno-alluminio è una scelta più sensata del legno pieno.

Se il budget è quello e va scelto dove metterlo. Questa scelta è oggettiva e insindacabile, ma merita comunque riflessione: sicuramente, se una fornitura in legno vi costa meno di una in PVC… o è scarso il legno o state strapagando il PVC. È un fatto di materiale: come pagare di più per una bibita rispetto a un calice di Barolo.

Il fattore che conta più del materiale

Se dovessimo scegliere una sola cosa su cui non transigere, non sarebbe il materiale del telaio. Sarebbe come il serramento viene collegato al muro.

Non è la finestra a fermare l’aria e l’acqua: è il giunto fra la finestra e la parete. Un serramento eccellente posato male rende meno di uno nella media posato bene, e la differenza si sente in bolletta e sugli spifferi. È anche il motivo per cui due preventivi con lo stesso profilo possono valere cose molto diverse.

Ci abbiamo dedicato un articolo intero sulla sostituzione senza opere murarie, che è il punto in cui questa differenza si vede meglio.

Come lo vediamo noi

Facciamo serramenti in legno dal 1904, oggi anche in legno-alluminio, e non facciamo PVC. Lo diciamo apertamente perché sappiate da che parte stiamo guardando quando leggete le righe qui sopra.

Quello che possiamo garantire è il modo di rispondere: se ci descrivete dove sta la casa, come è esposta e quanto pensate di restarci, vi diciamo anche quando la risposta giusta non siamo noi. Costa meno a tutti che scoprirlo dopo.

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